B&B Check-In B&B Check-Out

Il Flaminia House Bed and Breakfast, si trova sull'antica Via Flaminia, a Ponte Milvio. Da questa posizione strategica, è possibile visitare i più importanti luoghi dell'archeologia romana. Per chi ha poco tempo, consigliamo un tour di Roma della durata di un giorno

Proponiamo di visitare due siti archeologici molto vicini al Flaminia House la Necropoli Vaticana, e la poco nota Fontana di Anna Perenna

Visita alla Necropoli Vaticana

In considerazione della vicinanza del Flaminia House alla Basilica di San Pietro, consigliamo di visitare questo sito archeologico e di alta spiritualità, meta di turismo religioso: la Necropoli Vaticana

La Necropoli Vaticana si trova sotto la Basilica di San Pietro, in corrispondenza della navata centrale della basilica, ed è stata rinvenuta durante il pontificato di Pio XII Pacelli, negli anni tra il 1939 e il 1949.

Apparve allora una doppia fila di edifici sepolcrali, databili tra il II e l'inizio del IV secolo, disposti l'uno accanto all'altro da ovest ad est su di un pendio successivamente colmato per la costruzione della basilica costantiniana.

I mausolei, destinati sia all'inumazione che alla cremazione dei defunti, appartenevano a famiglie di ricchi liberti e avevano grandi stanze coperte a volta, spesso con recinto antistante e terrazzo munito di scale.

L'interno era ornato con pregevoli pitture, decorazioni a stucco e talvolta mosaici. Gli scavi hanno riportato alla luce parte del sepolcreto un tempo a cielo aperto, con edifici dagli eleganti prospetti in laterizio ordinatamente disposti lungo una stretta strada che risaliva il colle vaticano e tutti rivolti verso il circo di Nerone, dove l'Apostolo Pietro subì verosimilmente il martirio.

Il luogo della venerata tomba di San Pietro fu individuato nella zona occidentale della necropoli, dove, già intorno alla metà del II secolo, fu edificato il "muro rosso" e il cosiddetto "Trofeo di Gaio" di cui parla lo storico Eusebio di Cesarea.

Su questa edicola funeraria Costantino costruì un monumento marmoreo e dopo di lui, con significativa continuità, si edificarono esattamente sullo stesso luogo l'altare di Gregorio Magno (590-604), l'altare di Callisto II (1123) e nel 1594 l'altare di Clemente VIII, successivamente coperto dal Baldacchino di Gian Lorenzo Bernini e sovrastato dalla grandiosa cupola michelangiolesca.

Informazioni per la visita della necropoli sotto la Basilica vaticana

Ufficio Scavi - Fabbrica di San Pietro - 00120 Città del Vaticano Telefono +39 066988.5318 Fax +39 06 6987.3017

Il Vaticano consente la visita di questo importante luogo, dove è custodita l'originaria Tomba di San Pietro, fino ad un massimo di 200 visitatori al giorno. Si richiede un abbigliamento idoneo alla sacralità del luogo e la prenotazione obbligatoria con email o fax, o direttamente in sede (email: scavi@fsp.va; Fax +39 06 69873017)

L'Ufficio Scavi si trova in Via Paolo VI (colonnato di sinistra), chiedendo alle Guardie Svizzere. L’Ufficio è aperto da Lunedì a sabato dalle ore 9 alle 17.00.

durata 90 minuti visita di gruppo condotta da guida specializzata massimo 12 partecipanti, divisi per madrelingua età minima 15 anni, senza eccezioni. Costo del biglietto individuale: € 10,00. L’ultima visita inizia alle ore 15.30. L’orario della visita è stabilito dall'Ufficio Scavi

Per prenotare è necessario comunicare

  1. lingua richiesta durante la visita
  2. periodo di giorni durante i quali l'Ufficio Scavi può disporre la visita.
  3. modalità di risposta (E-mail, Fax, o indirizzo postale completo)

Flaminia House B&B si trova vicino alla Fonte di Anna e Perenna

Il sito archeologico più vicino al Flaminia House B&B: la Fonte di Anna Perenna, a Piazza Euclide

La fontana di Anna Perenna è stata rinvenuta nel 1999 durante gli scavi per un parcheggio interrato all'angolo tra piazza Euclide e via Guidubaldo Dal Monte, nel quartiere Parioli.

Lo scavo, effettuato ad una profondità compresa tra circa i 6 e i 10 metri dal piano stradale, ha portato alla luce i resti di una fontana di forma rettangolare con iscrizioni murate che riportano il nome della dea Anna Perenna.

Chi era la dea Anna Perenna

Anna Perenna era un'antica divinità romana delle origini, festeggiata il giorno delle Idi di marzo, il primitivo capodanno romano, così come testimoniato da Ovidio nei Fasti (*).

La fontana sembra essere attestata almeno dal IV secolo a.C. ed utilizzata fino al VI secolo d.C. Nella cisterna retrostante la fontana sono stati trovati nel fango rappreso svariati oggetti utilizzati per pratiche magiche e riti religiosi: laminette in piombo con maledizioni, contenitori di piombo contenenti figurine antropomorfe, un pentolone di rame e svariate monete e lucerne.

Questi ed altri oggetti sono oggi conservati nella Sezione Epigrafica del Museo Nazionale Romano presso le Terme di Diocleziano (Via Enrico de Nicola 79, nei pressi della Stazione Termini).

Importanza dello scavo archeologico

La scoperta dei rituali magici praticati alla fontana di Anna Perenna con la presenza dei contenitori sigillati ermeticamente con vere e proprie bambole voodoo al loro interno, sta completamente cambiando la prospettiva e le conoscenze sul rapporto degli antichi con la sfera magico-religiosa. La presenza di maghe professioniste alla fontana di piazza Euclide fornisce una nuova prospettiva sul rapporto tra l’uomo e la religiosità antica.

Visita allo scavo archeologico della fontana di Anna Perenna

La visita alla fontana è introdotta da un percorso che descrive la topografia dell’area in epoca romana, che inizia presso una grotta alle pendici dei monti Parioli e prosegue con la descrizione dei resti di un edificio di età romana conservato nell’Auditorium.

Informazioni:

Via Guidubaldo del Monte
Orario di apertura: Aperta per visite la 1ª e 3ª domenica del mese alle ore 11, per i gruppi su richiesta.
Biglietti: ingresso solo con visita didattica o accompagnata 3,50€
Informazioni e prenotazioni: telefono 0639967700 (lunedì-sabato 9-13.30 e 14.30-17)
Come arrivare dal Flaminia House: Autobus n. 223 da Corso Francia, direzione Mercadante, scendere alla fermata Guidubaldo del Monte (piazza Euclide)
(fonte: Soprintendenza speciale per i beni archeologici di Roma.

(*) Testo tratto dal sito della Soprintendenza speciale per i beni archeologici di Roma.


Tra i libri del Flaminia House B&B, abbiamo cercato il testo dei Fasti di Ovidio, trovandolo nella collana "i poeti di Roma" edizione Zanichelli, stampata a Bologna nel 1943.

Troviamo il riferimento ad Anna Perenna nel terzo libro dei Fasti di Ovidio, in corrispondenza della data del 15 marzo. Nella traduzione dal latino di Ferruccio Bernini, il testo di Ovidio e' il seguente:

"La geniale festa si celebra di Anna Perenna negli Idi, non lontano dalle tue rive, o Tebro straniero. Vien la plebe che cionca dispersa su l'erba verde e ognuno si sdraia con la sua innamorata. Chi resiste all'aperto: piantano pochi le tende: chi si fa la capanna con le fronde e coi rami. Altri piantando canne in vece di salde colonne distendendo le toghe e ve le pongon sopra. Li scalda il sole e il vino: s'augura ognuno tant'anni quanti bicchieri trinca e li conta bevendo. ..."


Ovidio prosegue nella descrizione della festa dedicata ad Anna e Perenna, che nell'antica Roma si svolgeva a poca distanza da dove si trova oggi il Flaminia House. A tutti gli ospiti del Flaminia House che volessero immergersi nell'atmosfera immaginaria che 2000 anni fa si viveva in questa zona di Roma, rendiamo disponibile il testo dei Fasti di Ovidio Nasone, nell'antica edizione di Nicola Zanichelli.

La visita al sito archeologico

I nostri appunti..... ancora tutti da rivedere nel contenuto e nella forma!

La scoperta del sito archeologico della Fontana di Anna e Perenna, risale al dicembre 1999 ed è avvenuta in maniera del tutto casuale, a seguito dell'indagine effettuata in occasione della costruzione del parcheggio sotterraneo di Via Guidubaldo del Monte, a pochi passi da Piaza Euclide.

Parti notevoli della struttura sono emerse quando ormai erano state scavate le fosse delle paratie di sostegno del parcheggio. Per effetto di tali scavi, il sito archeologico rimasto visibile oggi è piuttosto ridotto, e corrisponde ad una parte della grande fontana, l'unica parte che si è trovata incastrata tra due paratie. Il resto della fontana è andato distrutto. La profondità del sito è da sei a dieci metri sotto il manto stradale e la sua sede è raggiungibile scendendo per una agevole scala.

Gli archeologi hanno ritenuto che il sito fosse legato a qualche festa del capodanno romano e che fosse strettamente legato ad una dea delle dee dell'origine romane, chiamata Anna Perenna.

Si tratta di una dea alla quale è associata una festa tradizionale romana che aveva come divinità tutelante una dea delle origini, conosciuta dai romani come Anna Perenna, il cui culto subì degli enormi cambiamenti nel tempo, tanto che in epoca imperiale se ne perse il ricordo autentico ed i dettagli.

Eppure la festa di Anna Perenna appare fondamentale per le origini di Roma.

La scoperta del sito archeologico va inquadrata con un importante precedente: molti anni prima era infatti emerso un altro sito archeologico, che oggi è visibile all'interno dell'Auditorium, al Villaggio Olimpico.

Va notato che il sito archeologico rinvenuto dove ora si trova il complesso dell'Auditorium Parco della Musica assume un enorme interesse sia per estensione che per antichità.

In un primo tempo, gli studiosi, senza ancora conoscere il rinvenimento delle fonti di Anna e Perenna, che furono successive di circa quattro anni, ritennero che il sito trovato all'Auditorium fosse una pertinenza di una grande villa rustica di epoca romana.

Questa prima interpretazione lasciava peraltro degli interrogativi insoluti: sancita la presenza di una villa, rimanevano da chiarire l'indiscutibile antichità delle murature e delle strutture. Si poteva inoltre riconoscere che questa villa era già presente nel sesto secolo avanti Cristo e poiché aveva mantenuto una straordinaria continuità di vita, ci si chiedeva come mai le murature fossero rimaste così integre, senza che le pareti venissero modificate con il passar del tempo, come era d'uso in epoca romana.

Durante le indagini archeologiche si scoprì inoltre una moderna presenza di quello che in ambiente archeologico scientifico si definisce “sacra”, ossia di oggetti miniaturistici che hanno a che fare con il culto. Si ritenne che questi oggetti facessero parte dei sacra della famiglia, ossia dell'arario, un apposito luogo di culto presente in ogni casa romana.

Non si trovava peraltro una spiegazione al fatto che in questa villa ve ne fossero così tanti. Inoltre durante il rinvenimento fu trovata una enorme tegola da grondaia, eccezionalmente integra, e quindi un po' come se fosse stata sotterrata per proteggerla. Una immagine predominante della tegola rappresentava una divinità fluviale particolarmente attestata a Roma, ossia la divinità fluviale che nell'antica epoca greca e romana era considerata il padre delle truppe e che veniva rappresentata o nell'aspetto di un toro con viso umano o al contrario, di un umano con forme taurine.

Questa tegola è importante da un punto di vista artistico, con una datazione del quinto secolo.

Rimanevano tre punti incerti:

  • Perché la villa era rimasta nella sua versione originale (quando le pareti si rovinavano, si passava alla tecnica successiva)
  • Perché così tanti ex voto?

Si ritenne che la villa presente all'Auditorium Parco della Musica e la fontana nei pressi di Piazza Euclide fossero legate ad uno spazio sacro. Si capì che l'intera area che comprendeva la fontana, a partire dall'attuale Piazza Euclide e scendendo fino a trovare l'Auditorium presso il Villaggio Olimpico, nonché la zona posta tutta intorno, dovesse apparire ai romani delle origini come un punto straordinariamente esterno alla città.

Auditorium_Villa Non pienamente fuori la città di Roma ma come un centro piccolo e denso di costruzioni, una sorta di periferia ancora mantenuti alle origini.

Va ricordato che al primo miglio della Via Flaminia si trovava il Bosco Sacro di Anna Perenna, una di quelle arcaiche divinità delle origini che conservarono per molto tempo la loro vocazione di ambiente sacro.

Si concluse che la villa dell'Auditorium fosse parte integrante del santuario di Anna Perenna. Si ritenne che tutto il sito fosse immerso nel bosco sacro con acqua sacra e con una fonte sacra dedicata alla dea.

Ma chi era Anna Perenna?

Anna Perenna è una divinità delle origini. Alcune fonti, come Ovidio, ci ricordano come Anna Perenna fosse collegata con la festa di capodanno, la tipica festa durante la quale si passava l'anno, sperando di avere un altro anno in successione. Durante la festa dai caratteri originariamente licenziosi, si usava consumare coppe di vino, e l'augurio che si porgeva a se stesso e agli altri, era di consumare quante brocche di vino, quanti anni si desiderasse vivere.

Andare perennare per gli antichi romani significava passare l'intervallo, così come si usa adesso con il brindisi di mezzanotte. Gli antichi romani celebravano questa festa originaria il 15 marzo, una data che ricorre nel calendario arcaico. Il calendario romano ha subito diverse modifiche già in epoca romana e quello arrivato a noi risente anche di alcune modifiche successive. Cesare lo cambiò, togliendo il carnevale, ma in epoca repubblicana il calendario romano partiva dalle idi di marzo, sostanzialmente dal 15 di marzo, che corrispondeva al primo giorno dell'anno.

Il quindici di marzo era il capodanno ma era anche la festa di Anna Perenna.

Come arriva una divinità come Anna Perenna a Roma.

Anna Perenna era una divinità delle origini autoctone di Roma, passata in secondo piano nell'epoca repubblicana. Se avessero chiesto ad uno storico di parlarci di Anna Perenna, egli avrebbe avuto difficoltà come oggi può succedere se ci chiedono di giustificare le origini di alcune feste dei paesi dell'entroterra. Non che i romani non la volessero trattare più come una divinità, ma come successe alla triade capitolina, avevano preso il sopravvento altre divinità, rispetto a quelle delle origini . Mentre la festa popolare continuava a ripetersi, spiegare il culto da un punto di vista teologico era ben altra cosa. Ne parla Ovidio, ma con tre ipotesi e creando grande confusione!

Si ricorda un evento della secessione, quando la plebe riuscì a resistere grazie alla presenza di una vecchia che riuscì a produrre una tale consistente quantità di focacce da sfamare tutta la gente che si era radunata sul Monte Sacro. Per l'estrema benevolenza dimostrata, la vecchia si meritò un amnis, ossia una immagine. La vecchia divenne amnis, ossia Anna, ma anche segno. Venne istituita una giornata di festa in cui venivano chiamate molto spesso delle fanciulle che danzavano con le ciocche dei capelli scompigliate, e che cantavano dei canti molto licenziosi. SI narra che anche il dio bacco avesse gradito dei favori di questa signora e che desiderasse sposarla.... per cacciarsi da impaccio la vecchia si sarebbe fatta trovare nel letto del dio Marte, che la mandò via insultandola. I canti licenziosi che venivano cantati dalle fanciulle dovevano ricordare questa leggenda.

La terza versione è quella più accreditata, a causa delle insistenze di Ovidio e che narra come Anna venisse dall'Africa e precisamente da Cartagine. Nell'Eneide Anna è la sorella di Plutone che in seguito alla sua morte avrebbe compiuto una serie di peripezie nei confronti di chi presa con forza la città, l'avrebbe espulsa. Dopo un interminabile girovagare sarebbe stata accolta nel Lazio da Enea.

La fanciulla si sarebbe quindi accattivata la gelosia di Lavinia che l'avrebbe gettate nel fiume Lavinium, anche chiamato padre perenne. Anna divenne perennis, nel senso che si ricorda il fatto che era stata inghiottita nella presenza dell'amnis perennis, un attributo di fiume o acqua perenne, che si da appunto al fiume di Lavinio.

Come accade per molti dei miti di lavnio, Anna diventa così parte integrante della storia di Roma. Quegli effetti licenziosi di cui si parla anche in occasione della vecchia rimangono, ed infatti della festa di Anna Perenna si sa che era una festa dai caratteri particolarmente liberi. I romani lasciavano la città e si abbandonavano in sfrenatezze, che in città non sarebbero state accettate, ma che si potevano fare nel bosco sacro di Anna e Perenna e che venivano tollerate solamente durante il giorno di festa della dea, in quanto rimanevano sotto la tutela di un dio.

La festa di Anna Perenna era una festa popolare, dove si godeva di pasti comuni e dove era possibile che le fanciulle vergini si appartassero con dei ragazzi sotto delle sculture che si chiamavano frasche, perché appena improvvisate. Questo dettaglio fa sorridere perché a Roma è rimasta la corrente dialettale del “riposar sotto le frasche” per sottintendere proprio una situazione del genere.

Le fanciulle che prendevano parte al rito ed alla festa, avevano dei caratteri interessanti. Facevano pensare a fanciulle tipicamente romane; erano scalze perché dovevano toccare la terra e sopratutto non erano acconciate alla maniera romana, ma potevano portare i capelli sciolti. Viene in mente molto tempo dopo quello che si dice sopratutto nelle prime leggende tardo romane, riguardo a questa figura strana, che non era accettata dalla società, ossia della strega la quale camminava scalza, perché doveva toccare la terra, non doveva avere nulla di attaccato indosso, perché la strega non portava spilli. Rimaneva questa figura anche nella festa, tanto da sovvertire il canone, e sopravvivere come figura della strega nell'interpretazione successiva.

Ma come è possibile ritrovare tutti questi particolari in questo scavo archeologico? Da alcuni segni che sono rimasti sulla fontana di Anna Perenna. Per esempio, il brindisi inaugurale, che richiama la capacità di bere tante brocche quante si riteneva di continuare a vivere.


Per chi conosce già tutti i siti archeologici di Roma, consigliamo di visitare le Catacombe di Priscilla un luogo da sempre oggetto di culto che si trova a poca distanza dal Flaminia House B&B.

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